Inferno di Dan Brown… dal 13 Ottobre nelle sale!


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Genere: thriller, azione;
Anno: 2016;
RegiaRon Howard;
Attori: Tom HanksFelicity Jones, Ben Foster, Omar Sy, Irrfan Khan, Sidse Babett Knudsen, Fausto Maria Sciarappa, Ana Ularu;
Sceneggiatura: David Koepp;
Fotografia: Salvatore Totino;
Montaggio: Tom Elkins;
Musiche: Hans Zimmer;
Produzione: Imagine Entertainment;
Distribuzione: Warner Bros. Italia;
Paese: USA;
Durata: 121 Min.

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La nuova avventura dell’esperto di simbologia religiosa Robert Langdon è ambientata a Firenze, Venezia e Instanbul.
Il protagonista si risveglia un letto d’ospedale a Firenze, ferito alla testa, senza sapere perché ed in che modo fosse arrivato lì.
Veniamo a conoscenza di una brutta aggressione da lui subita, da parte di un gruppo di uomini misteriosi che tentarono, senza riuscita, di ucciderlo.
Il professore ricorda a stento il proprio nome e quando una donna vestita da carabiniere fa irruzione nella casa di cura non gli resta che fuggire con l’aiuto della giovane dottoressa Sienna Brooks.
Alla base di tutto c’è un genio della genetica che ha deciso di salvare l’umanità dalla sua altrimenti inevitabile dissoluzione diffondendo un virus che riduca drasticamente il numero degli abitanti della Terra.
Esattamente dieci anni fa con Il codice Da Vinci è iniziata la collaborazione tra Dan Brown e Ron Howard, proseguita poi nel 2009 con Angeli e Demoni.
Considerato il grandissimo successo dei primi due lavori,  non si poteva non attendere sul grande schermo anche la terza impresa del professor Robert Langdon, confermando la solidità della coppia e la presenza di Tom Hanks nel ruolo principale.
I tantissimi lettori (solo venti giorni dopo l’uscita si erano già raggiunti i nove milioni di copie vendute nel mondo) si sono chiesti in che modo Howard e lo sceneggiatore David Koepp avrebbero trasformato in un film  una storia che aveva due caratteristiche di difficile trasposizione: il romanzo, facendo costante riferimento all’Inferno di Dante Alighieri, ha una forte base legata alla letteratura e inoltre, in modo costante, offre ai lettori di tutto il mondo approfondite spiegazioni di luoghi ed opere d’arte che si trovano a Firenze, Venezia ed Istanbul.
Si può dire che l’impresa sia andata a buon fine anche se, come accade spesso nel passaggio dalla pagina allo schermo, i lettori troveranno numerosi e sostanziali mutamenti.

Questa volta però il tema non è più il rapporto con la fede cattolica e con coloro che la professano e diffondono, ma si apre a prospettive di indubbia e pregnante attualità.
Lo scienziato Bertrand Zobrist innesca il suo percorso distruttivo a partire da un dato reale: la crescita esponenziale della popolazione mondiale con i conseguenti e devastanti riflessi sul futuro della vita sul nostro pianeta.
La soluzione che trova è drastica e Langdon dovrà impegnarsi per impedirne l’attuazione.
Qui si innesca una dinamica che differenzia il film dai precedenti. Se prima era tutto incentrato sull’azione, qui la dinamica è quella della fuga costante da pericoli incombenti cercando di impedire un evento catastrofico.
Tom Hanks ha da sempre nello sguardo e nelle espressioni del volto un fondo di paura misto alla volontà per neutralizzarla.
Quindi chi meglio di lui poteva fuggire correndo o cercare temporanei rifugi in una Firenze che con il suo splendore diviene coprotagonista a tutti gli effetti della narrazione? Tutto ciò mentre allucinazioni e sprazzi di memoria disturbanti lo perseguitano e una giovane donna lo accompagna?
Se la storia di un amore che torna dal passato rischia di attenuare la tensione, resta però ripetuta con forza la questione di base che non è di carattere solo funzionale, perché a un anno di distanza dall’uscita del libro, non lo Zobrist inventato da Brown ma il fondatore del Front Nationale francese Jean-Marie Le Pen dichiarava che il virus Ebola avrebbe potuto risolvere in tre mesi il problema dell’immigrazione dall’Africa. Film come questo hanno lo scopo di intrattenere ma ci ricordano che il confine tra finzione e realtà è talvolta decisamente sottile e che, come recita la frase che apre il romanzo, “i luoghi più caldi dell’inferno sono riservati a coloro che in tempi di grande crisi morale si mantengono neutrali“.

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