I custodi di Slade House


Recensione “I custodi di Slade House” di David Mitchell

Sarò sincera: dalla trama in copertina, avevo sviluppato determinate aspettative, invece leggendo il libro, mi sono ritrovata in mezzo ad una storia del tutto inaspettata.
Credevo in qualcosa che volgesse più sul mistero, sulla sparizione, l’indagine, il giallo. Al contrario, “I custodi di Slade House” ci racconta una storia di fantasia che l’autore ha giustificato rendendo i protagonisti degli esperti di esoterismo.  Essendo ignorante in materia, non andrò ad approfondire questo particolare, per non allontanarmi troppo dalle idee di David Mitchell, dicendo qualcosa che non si sposa a pieno con le caratteristiche delle pratiche dei suoi personaggi e per non svelare eccessiva trama a chi ancora deve leggere il libro.
Invece, dirò che per tutte le quaranta, o cinquanta pagine iniziali, non sono riuscita ad entrare a pieno nella storia, a conoscere i personaggi, ad ambientarmi, a sentirmi parte di quanto stessi leggendo: più o meno la stessa sensazione di quando si inizia un libro per la prima volta e, alle prime pagine, si sente quel distacco rispetto ai narratori, all’ambiente, al racconto stesso.
Non c’è nulla di complicato da capire, l’autore ha utilizzato sempre un tempo presente ed ha adattato la sua scrittura al personaggio che in quel momento detenesse la parola: ad esempio, nel primo capitolo è un bambino a parlare e lo scorrimento dei pensieri si fa più rapido, le idee si succedono velocemente una dopo l’altra, tutto è più semplificato, ingenuo, superficiale, la realtà è vista come un grande gioco ed i problemi che lo tormentano sono i bulli e la visione che gli altri hanno di lui; poi è la volta di un poliziotto, ed ecco che i modi di esprimersi e di vedere il mondo oscillano tra l’indagatorio e il sospettoso…
Con questa recensione intendo però dare un consiglio a tutti coloro che siano intenzionati a leggere “I custodi di Slade House”: leggete, andate avanti, non lasciatevi incasinare la mente dalle prime pagine.
Magari non a tutti i lettori farà lo stesso effetto, magari alcuni di voi non sentiranno la confusione che invece ho trovato io in tutta la parte iniziale del libro. Non solo le cose si faranno più chiare verso la fine, non solo le spiegazioni di tutto verranno date verso la fine ma, per chi non è abituato ad un genere fantasy, come me, tutte le vicende con cui Mitchell fa cominciare la storia, potrebbero risultare decisamente senza senso; o invece, al contrario, potrebbe essere stata una decisione dell’autore quella di “scombussolare” il lettore per poi dargli chiarimenti solo in seguito.
Per quanto riguarda il finale, non si presenta come nulla di sconvolgente. È un finale in linea con la storia, a tratti inaspettato, a tratti in regola con tutto il resto del racconto.
Consigliarlo o meno? Non lo so. Non si tratta di un fantasia esagerata, spinta ad alti livelli, ma nemmeno di qualcosa di realistico e razionale.
Non c’è troppo mistero, né troppa tensione. Non aspettatevi troppo leggendo la trama in copertina.

Madame Bovary

Autore: David Mitchell
Editore: Frassinelli
Pagine: 233

Dove acquistarlo: I custodi di Slade house

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