L’allieva segreta del pittore


Autrice: Charlotte Betts
Editore: Newton Compton
Pagine: 383

Miglior libro del mese secondo le lettrici inglesi
Questa è la frase di copertina che mi ha colpita e mi ha spinta a scegliere lui tra tanti libri sugli scaffali. Dalla trama, non mi sembrava nulla di troppo particolare, ma il suo aspetto estetico mi ha affascinata più di quanto fosse anticipato della storia. È proprio la copertina a non passare inosservata, con la sua vivacità e i suoi innumerevoli colori.

Fin da subito facciamo una  conoscenza abbastanza approfondita della protagonista, Beth, che vive con i suoi genitori, William e Susannah, e i suoi fratelli Kit, John e Cecily a Merryfields, un “manicomio” che gestiscono tutti insieme e dove gli ospiti vengono trattati come veri e propri parenti, consumando i pasti alla loro stessa tavola e coinvolgendoli in svariate attività.
Lei, in particolar modo, è diventata allieva di uno dei pazienti, Johannes, pittore di grande talento ma affranto dalla violenta morte che sua moglie incinta aveva dovuto subire durante una guerra tra protestanti e cattolici.
Grazie alla compagnia e al sostegno di Beth, Johannes trovava la forza per combattere il suo dolore e continuare a dipingere, insegnandole la sua arte e diventando per lei un vero e proprio maestro di vita.
Beth, una ragazza dall’animo sensibile, si trova, fin dall’inizio del racconto, coinvolta emotivamente in una vicenda che poi le cambierà la vita: l’arrivo del giovane architetto Noah dalla Virginia, giunto a Merryfields per portare una lettera nella quale si chiedeva se Kit potesse trasferirsi per portare un aiuto lavorativo in Virginia.
Il ragazzo, che si rifiutava di inseguire la strada paterna studiando medicina e sognava di trovare il proprio posto nel mondo al di fuori delle mura familiari di Merryfields non rinunciò a questa opportunità e decise di salutare tutti, lasciando alle sue spalle la grande sofferenza di una famiglia che da sempre aveva vissuto unita.
Per questo motivo, Beth inizialmente prova sentimenti di astio nei confronti di Noah.
A cambiare ulteriormente la sua vita sarà la morte di Johannes, che la spinge a trasferirsi momentaneamente presso la residenza dell’altolocata nonna a Chelsea, dove ha la possibilità di dipingere per il vescovo Compton, un sostenitore della chiesa anglicana.

Devo ammettere che il libro ha iniziato a prendermi proprio a quest’altezza della storia.
Non che fin’ora fosse stato privo di avvenimenti rilevanti, ma ho trovato l’inizio un po’ piatto e poco scorrevole.
La parte del soggiorno della protagonista a Merryfields, infatti, è ricca di dettagli delle sue giornate che fanno avanzare la storia con passo un po’ più lento.
Invece, a partire dal suo trasferimento, veniamo anche maggiormente coinvolti nelle vicende storiche della Londra del 1688, guardando la volontà di re Giacomo di rendere l’Inghilterra cattolica, attraverso gli occhi di Beth, di Noah, nel vescovo Compton, della principessa di Danimarca e tanti altri sostenitori della chiesa anglicana, che temono le sorti del loro paese.
Ma ho trovato ancora più coinvolgente  percorrere la graduale “rinascita” della nostra protagonista, che parte in direzione della sua nuova vita con il petto pieno del dolore delle perdite subite a Merryfields ma che, lentamente, troverà la sua strada, grazie all’arte della pittura, agli insegnamenti del suo maestro e grazie al suo coraggio che la spingerà a non rinunciare mai alle sue passioni, in un tempo in cui le donne, una volta divenute spose e madri, erano costrette a mettere da parte ogni sogno per dedicarsi alla loro casa e alla loro famiglia.

Devo ammettere che la scrittura della protagonista si sposa perfettamente al suo racconto. È descrittiva e articolata tanto da permettere al lettore di sentirsi parte integrante della vicenda. Ci regala la possibilità di essere Beth e di vivere la sua vita, in tutte le sue emozioni e in tutti i suoi colori.

Purtroppo sono venuta a conoscenza del primo libro della stessa autrice, “Il giardino delle spezie segrete”, solo dopo aver già terminato la lettura de “L’allieva segreta del pittore”.
A quanto pare, nel primo romanzo è narrata la storia dei genitori di Beth, William e Susannah e poi, la scrittrice, essendosi affezionata ai suoi personaggi, ha deciso di non separarli da i loro lettori, continuando la loro storia narrando la vita della figlia.
Consiglio questo libro a tutti gli amanti dei grandi romanzi che abbiano voglia di lasciarsi immergere in questo scorcio londinese del XVII secolo.

Madame Bovary

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